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Guida DIY · 26 Lug 2026

Autoprodurre musica: cassette, vinile e CD senza svenarsi

Un supporto fisico non lo comprano in tanti, ma chi lo compra ti sostiene davvero e si porta a casa un pezzo di te. Ai concerti, poi, un banchetto pieno di roba fa la differenza. La domanda vera non è "se" autoprodurre, ma "cosa" e "quanto". Facciamo ordine.

La cassetta: economica e di scena

È il modo più a buon mercato per avere qualcosa di fisico in mano. Costa poco a copia, si presta alle tirature piccole e ha quell'estetica grezza che nell'underground funziona. Difetti: qualità audio limitata e non tutti hanno più un lettore. Perfetta per demo, split ed edizioni da concerto.

Il CD: pratico ma in calo

Il CD resta il compromesso: buona qualità, costo contenuto sulle medie tirature, facile da spedire. Il problema è che sempre meno gente lo ascolta. Ha senso se il tuo pubblico è più adulto o per chi vuole un oggetto completo con libretto e testi senza spendere una fortuna.

Il vinile: bello ma impegnativo

È l'oggetto che tutti vogliono e che costa di più. I tempi di stampa possono essere lunghi e il prezzo a copia scende solo su tirature più alte, quindi ti serve la certezza di venderlo. Valutalo quando hai già un pubblico che ti segue, magari con un pre-ordine per coprire i costi prima di stampare.

La grafica: qui puoi risparmiare (e distinguerti)

Non ti serve un grafico costoso. Fotocopia, serigrafia fatta a mano, timbri, collage: l'estetica fanzine è parte del gioco e costa poco. Cura bene copertina, retro e crediti. Un artwork riconoscibile vale più di un formato costoso stampato male.

Quante copie

Per la prima uscita parti piccolo. Meglio finire le scorte e ristampare che ritrovarti scatoloni invenduti in cantina. Una tiratura limitata e numerata, tra l'altro, la vendi meglio: chi ti segue sa che è un pezzo raro.

Dove venderlo

Tre canali su tutti: i concerti (il banchetto è ancora il posto dove vendi di più), una pagina Bandcamp per gli ordini online, e qualche negozio di dischi indipendente in conto vendita. Fissa un prezzo onesto che copra i costi e lasci un margine, senza esagerare: qui non si diventa ricchi, si tiene viva una scena.

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